Life!

Pubblicato: gennaio 21, 2013 in Quentin Tarantino

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Quentin Tarantino è nato a Knoxville nel Tennessee nel 1963, ma la città che lo ha formato cinematograficamente rendendolo un maniaco del cinema, è Los Angeles, dove il regista americano lavorò in una videoteca che gli permise di sprofondare nel panorama del cinema a 360°, approfondendo soprattutto la conoscenza dei film di serie B e di exploitation, quelle pellicole passate alla cronaca più per alcuni aspetti sensazionalisti di scene violente o per l’ enfasi con cui venivano promossi, piuttosto che per la qualità del prodotto, spesso quasi del tutto assente. Nel videonoleggio della capitale del cinema americano, Quentin Tarantino si è creato una cultura assoluta a riguardo, accumulando conoscenze che nella sua futura carriera gli hanno poi permesso di diventare un genio del “richiamo”, inteso come citazione e omaggio di pellicole all’ interno delle sue opere.

Pubblicato: settembre 17, 2013 in Stile Registico

TrunkShot

Il trunkshot non è altro che l’ inquadratura dall’interno del bagagliaio dell’auto.
Tarantino usa questa tecnica nei seguenti film

 

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MARCHI TARANTINIANI

Pubblicato: settembre 17, 2013 in Stile Registico

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Stile di inquadratura che riprende la scena dalla prospettiva del corpo a terra.
Tarantino usa questa tecnica nelle seguenti scene:

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MARCHI TARANTINIANI (STILE REGISTICO):

Pubblicato: settembre 17, 2013 in Stile Registico

Immagine

Mexicanstandoff(anche detto Mexicanstandout) è un termine americano che indica una situazione nel quale due o più persone si tengono sotto tiro reciprocamente, mantenendo così una situazione di “equilibrio”.
Questa tecnica è stata molto utilizzata negli spaghetti western, nei film nipponici sulla yakuza e in alcuni B-movies.

Parole e grandi citazioni

Pubblicato: luglio 4, 2013 in Dialoghi

Le parole:

Ormai moltissimi pezzi di sceneggiature dei suoi film sono diventati dei cult, addirittura degli aforismi per qualcuno. Sta di fatto che Tarantino infarcisce le sue pellicole di grandi quantità di parole, in uno svolgersi quasi logorroico e comunque spesso pieno di dialoghi al limite del delirante.

Le citazioni:

“I grandi artisti non copiano, rubano”

Quentin Tarantino citando Igor Stravinskij

Come già detto in precedenza, ogni film di Tarantino porta con sé indizi e richiami di altre pellicole della storia del cinema, o della letteratura, o delle colonne sonore. Spesso Tarantino è stato accusato di plagio, ma in realtà i suoi sono veri e propri omaggi e tributi. La cosa davvero divertente e affascinante di questo “ladro di cinema”, è cercare di cogliere nei suoi film gli infiniti richiami ad altri capolavori, o addirittura scovare all’ interno di una pellicola, rimandi ad altre pellicole sempre sue. E’ come se sparpagliasse nelle sue opere, una serie infinita d’ indizi da trovare e ricomporre in un mega puzzle che costituisce la sua formazione cinematografica e personale, e di riflesso anche quella dello spettatore che indaga.

Nel caso di Kill Bill, che ho scelto come film da analizzare, gli echi sono numerosi, ogni figura, gesto e sequenza pare provenire da qualche celebre film del passato: la tuta gialla di Black mamba rimanda a Bruce Lee e al suo look ne “L’ultimo combattimento di Chen; la morte di Elle allude a quella in BladeRunner di Scott, che fu interpretata dalla stessa attrice; un richiamo a BladeRunner si ha ancora quando Beatrix atterra a Tokio in mezzo ai grandi schermi pubblicitari. Il nome della macchina Pussy Wagon poi, rimanda alla PussyGalore di Agente 007. Frequenti inoltre sono le citazioni di Setgio Leone, per esempio gli stivali degli sceriffi inquadrati dal basso in grandangolo nella sequenza di Kill Bill in cui vengono scoperti i cadaveri nella chiesa, o il diretto omaggio a Morricone nella colonna sonora che accompagna la battaglia con O-Ren.

E’ molto spassoso cercare anche i richiami che Tarantino fa a se stesso. La spada da samurai che Bruce Willis impugna in Pulp Fiction ad esempio, diventa protagonista in Kill Bill, e i numeri musicali come quello di Madsen in Reservoir Dogs, o di J. Travolta che balla il twist con Uma Thurman in Pulp Fiction, tornano poi nelle danze mortali e nei balli aerei tra Beatrix e suoi avversari in Kill Bill.

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In quanto a stile di regia, il modo di inquadrare e proporre la storia attraverso la videocamera, è davvero particolare in Tarantino.

Il grandangolo viene spesso utilizzato in coppia con le inquadrature dal basso verso l’alto, che enfatizzano e forniscono punti di vista a volte improponibili tipo quello di una vittima (Vernita morta che fissa Beatrix in Kill Bill Vol. I) o quello che proviene dall’ interno di un cofano d’auto. Idem è usato con inquadrature dall’ alto verso il basso che forniscono altrettante visioni bizzarre.

Il regista americano utilizza molto le veloci panoramiche da un personaggio all’ altroe fa un grosso utilizzo di riprese in cui il protagonista guarda dritto in camera come se interpellasse lo spettatore, come se si rivolgesse a lui direttamente.

Questa mania ricorrente gli è valsa la critica di feticismo da parte di molti, tanti che ormai lo si associa sempre più spesso a questo aspetto. Oltre alla famosa scena del massaggio ai piedi che compare in Pulp Fiction, è assolutamente vero come in ogni suo film Tarantino trovi la situazione, l’occasione, o comunque l’inquadratura per far comparire un ritratto dei piedi di donna. E’ un suo must.

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I luoghi:

Pubblicato: luglio 4, 2013 in ELEMENTI RICORRENTI DELLE SUE OPERE:

I luoghi:

Un altro elemento comune ai suoi film, è il ricorrere di alcuni luoghi fisici che diventano veri e propri “topoi” culturali che legano l’interno con l’esterno, ovvero creano un forte legame tra la location esterna e il mondo interno del protagonista.

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Il bagno

Sono parecchie le scene che vi si svolgono e anche molto importanti(in Pulp Fiction Vincent Vega va spesso al bagno e viene sorpreso e ucciso da Butch proprio uscendo dalla toilet) ed è rilevante la scelta del regista per questa quotidiana location, ambiente dove si svolgono le funzioni corporali più basse, e così Tarantino crea un cinema viscerale che insiste sugli aspetti bassi del corpo, come ad ammiccare metaforicamente alle pratiche basse della cultura contemporanea.

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La macchina e la strada

sono gli altri due luoghi simbolici ricorrenti. Cardini dell’ immaginario on the road, funzionano nello stesso modo anche per Tarantino, che proprio attraverso la macchina attua alcune delle sue inquadrature più ricorrenti e particolari, con la cinepresa che riprende la scena dall’ interno del bagagliaio o del cofano (inquadrature ricorrenti in moltissimi suoi film da Le Iene a Pulp Fiction, da Jackie Brown a Kil Bill Vol. I ). La macchina è il luogo dove in Reservoir dogs, l’auto è uno spazio metaforico dove si ride e si muore, in cui si uccide o si è uccisi, o dove semplicemente si raccontano delle storie. In Pulp fiction è uno status symbol, in JakieBrown è fondamentale per la storia tanto che Louis uccide perché non ricorda dove ha parcheggiato la macchina, e poi in macchina viene ucciso da Ordell. In Kill Bill inoltre, la Sposa si avvia a consumare la propria vendetta su una Pussy Wagon, decappottabile.

. Il centro commerciale di Jackie Brown

. il garage di Reservoir Dogs

. il Diner che supporta il centro di Pulp Fiction e dove inizia Le Iene.

. la chiesa di Kill Bill

il tempo:

Pubblicato: luglio 3, 2013 in ELEMENTI RICORRENTI DELLE SUE OPERE:

Il tempo:

Sovvertire le regole del tempo, sovrapporre diversi piani cronologici. Ecco cosa fa Tarantino, che prende la cronologia e la cestina immediatamente. Il regista usa il tempo variandone gli ordini, creando flashback e flashforward, annullando la logica del susseguirsi degli eventi, restituendo alla storia una logica diversa basata su altro ma non sul cronologico seguirsi dei fatti.  Un esempio per tutti è Kill Bill, diviso in 10 capitoli che si susseguono in uno sfasato ordine cronologico dove il capitolo 1 non risponde al primo evento della storia e così via, ad esclusione dell’ ultimo capitolo che è effettivamente il numero 10. E’ la logica-Tarantino, benvenuti nel suo tempo.

 

La violenza:

Pubblicato: luglio 3, 2013 in ELEMENTI RICORRENTI DELLE SUE OPERE:

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In molti giudicano Tarantino esasperatamente violento ed eccessivo. Di vero c’è che la violenza è una costante in ogni suo racconto, ma non si tratta di un elemento in più che infarcisce la storia, ma è l’elemento che fa la storia perché la violenza di Tarantino è la condizione abituale del mondo e non una sua deviazione, è la normalità.  Molto spesso la chiave in cui viene letta la violenza tarantiniana, è quella legata alla vendetta (Kill Bill in modo particolare, con al lista delle persone da uccidere per vendicarsi), anche questa istinto basso ma connaturato all’ uomo e al mondo.

“ La violenza fa parte di questo mondo e io sono attratto dall’irrompere della violenza nella vita reale. Non riguarda tizi che ne calano altri dall’alto di elicotteri su treni a tutta velocità o terroristi che fanno un dirottamento o roba simile. La violenza della vita reale è così: ti trovi in un ristorante, un uomo e sua moglie stanno litigando e all’improvviso l’uomo si infuria con lei, prende una forchetta e gliela pianta in faccia. È proprio folle e fumettistico, ma comunque succede: ecco come la vera violenza irrompe irrefrenabile e lacerante all’orizzonte della tua vita quotidiana. Sono interessato all’atto, all’esplosione e alla sua conseguenza. “

Nel corso delle conversazioni su cinema e violenza il nome di Quentin Tarantino è sicuramente presente.

Spargimenti di sangue, massacri efferati, colpi d’arma da fuoco, stupri… tutti questi temi e queste immagini vengono ripresi nei suoi film.  La violenza sembra proprio essere il leitmotiv di questo regista. Ma esistono diverse forme di violenza. Potremmo notare che numerosi film, del resto, mostrano qualsiasi cosa: Esplosioni, sparatorie, anche violenza verbale… tutto questo caratterizza buona parte dei film d’azione americani. Molte persone gridano allo scandalo di fronte a Pulp Fiction, film di Tarantino premiato con la Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1994; salvo poi lasciare che i loro figli adolescenti, così come i figli più piccoli, guardino film come Independence Day o la saga di Die Hard.

Sin da piccolo Tarantino è cresciuto in un universo cinematograficamente violento, questo spiega ampiamente l’eccesso di brutalità che caratterizza i suoi film; d’altronde, quando un giornalista critica la barbarie rappresentata in Kill Bill, Tarantino risponde:

«Certo che Kill Bill è violento. Si tratta di un film di Tarantino. Voi non andreste mai a un concerto dei Metallica per poi domandargli di abbassare la musica».

Il sangue è praticamente il marchio di fabbrica di Tarantino. I litri di emoglobina rossa fluorescente che compaiono in Kill Bill, Pulp Fiction o Le Iene non passano di certo inosservati.

Molti degli spargimenti di sangue di buona parte dei suoi film sono forse esagerati. L’esempio più evidente resta la scena del massacro della Villa Blu, nel film Kill Bill Vol. 1. Preda di una furia vendicatrice, La Sposa, taglia a forza di braccia gli arti e le teste di una trentina di Yakuza; tuttavia, ciò che cattura l’attenzione non è tanto la prodezza combattiva in sé, quanto, per l’appunto, il sangue che schizza. Le proporzioni sono smisurate, delle autentiche fontane di liquido rosso.  In occasione dell’anteprima di Pulp Fiction una spettatrice è svenuta. Quando lo è venuto a sapere, Tarantino ha dichiarato:

«il film ha raggiunto il suo scopo! È troppo intenso per l’essere umano! Tocca il cuore della gente al punto di fermarlo… Questo è cinema!»

Tuttavia la violenza nei suoi film non è mai troppo brutale, ma si accompagna sempre (o almeno per la maggior parte del tempo) ad altri elementi volti a tranquillizzare lo spettatore.

Allo stesso modo, anche in Kill Bill la violenza viene fortemente ironizzata; gli schizzi irreali di sangue hanno il solo scopo di rassicurare lo spettatore, ricordandogli che si tratta di una finzione; che non c’è niente di reale, si tratta solo di un racconto. Tarantino dichiara che è un omaggio ai cartoni animati. È lo stesso modo di rappresentare la violenza.

Nessuno andrebbe a lamentarsi alla Warner Bros per le scene in cui il Coyote precipita dalla cima di una falesia e finisce schiacciato da un treno, dopo essere stato rinchiuso in un cannone umano. Questa è la stessa visione delle cose che Quentin Tarantino presenta in Kill Bill.

Quentin Tarantino si giustifica: “ Rimproveriamo al film la sua violenza. Io lo prendo come un complimento perché so che il film non è particolarmente violento. Il film ci sembra molto più violento di quanto non lo sia in realtà”

 

“Girl, you’ll be a woman soon” con la splendida Mia Wallace che balla prima di sniffare l’eroina…