La filosofia del Supereroi

Pubblicato: gennaio 21, 2013 in Dialoghi

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FILOSOFIA DEI SUPEREROI: 

All’ interno di uno dei miei film preferiti, del mio regista preferito, di sicuro questo è il dialogo che mi ha più affascinato e colpito. I supereroi hanno sempre rappresentato un mondo affascinante per tutti, il travestimento, i super poteri, la doppia identità.  Proprio il dualismo tra il personaggio e il suo doppio, tra l’uomo normale e il supereroe, tra il comune mortale e l’uomo mascherato che salva il mondo, ci fa pensare che il personaggio in abiti comuni sia la persona reale,  mentre il suo doppio, l’ alterego, sia solo una maschera che l’ eroe usa per fingersi qualcosa di più e poter cambiare le cose, perché da solo non ci riuscirebbe. Non è però questa l’unica interpretazione, o non è detto che comunque sia così.

Qui entra in scena la famosa frase che Bill dice a Beatrix Kiddow nel Volume 2 di Kill Bill:

Bill:

“L’elemento fondamentale della filosofia dei supereroi, è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego. Batman è di fatto Bruce Wayne, l’Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l’Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l’unico nel suo genere. Superman non diventa Superman. Superman è nato Superman. Quando Superman si sveglia al mattino è Superman. Il suo alter ego è Clark Kent.

Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono. Sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l’abito da lavoro, quello è il suo costume. E’ il costume che indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. Quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E’ debole, non crede in se stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana…”

Da questo regista, da uno dei suoi film più geniali e da uno dei dialoghi più illuminanti, parte l’analisi della filosofia del superuomo, di come la sua esasperata o errata interpretazione abbia condizionato alcuni regimi totalitari europei, e alcune influenti personalità letterarie per esempio. Il doppio e l’alterego sono poi richiamati e analizzati anche nella letteratura,soprattutto quella inglese. Insomma, Dopo aver illustrato la filosofia tarantiniana sul cinema, chi più di lui si presta a mille collegamenti e richiami tra un argomento e l’altro ?

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